È una storia di massacri e torture vissute pochissimi anni fa, proprio ieri e proprio vicino

Durante la guerra nella ex Jugoslavia, nel 1992, una donna bosniaca viene deportata in un campo di prigionia dove, insieme alle sofferenze della fame, del freddo, delle torture, subisce, con le altre prigioniere, l'orrore della violenza sessuale. Il racconto parte dal momento in cui la protagonista, accortasi solo dopo la fine del conflitto di essere incinta, ha appena partorito un bambino, per il quale prova indifferenza ed estraneità ma che istintivamente decide di nutrire. E l'evento la spinge a ripercorrere la vicenda della sua prigionia, soffermandosi con sofferenza su episodi e sensazioni.

Slavenka Drakulić è una scrittrice, giornalista e saggista di fama internazionale. In Italia è nota sin dagli anni Novanta grazie alla pubblicazione di alcune sue opere sul mondo comunista e post-comunista Balkan Express e Caffè Europa (Il Saggiatore), nonché di romanzi come Pelle di marmo (Giunti), Il gusto di un uomo (Il Saggiatore), Come se io non ci fossi (Rizzoli), Il letto di Frida (Elliot), L’accusata (Keller). Nel 2004 l’autrice ha ricevuto il premio Award for European Understanding della Fiera del libro di Lipsia. Nel 2019 Bottega Errante ha pubblicato il romanzo Mileva Einstein. Teoria sul dolore (2 edizioni), mentre nel 2022 è uscito La donna invisibile. Vive in Svezia e in Croazia.