Il testo analizza e interpreta le modalità (nelle loro implicazioni sociali, psicologiche e culturali) della progressiva distruzione e frantumazione della Iugoslavia

A partire da una testimonianza drammaticamente personale, l'autrice sottolinea come il disgregarsi della comprensione reciproca e la mancanza di autoanalisi di una società non siano tratti specifici solo dei Balcani, ma di un pensiero in cui siamo tutti parte in causa. In una serie di brevi capitoli, l'autrice si interroga sui temi più inquietanti del presente: il problema delle frontiere, l'identità dell'Europa, l'affermarsi dei nazionalismi etnici e patriarcali, il tema dell'origine e dell'appartenenza e, contemporaneamente, dello sradicamento.

Rada Iveković è nata nel 1945 a Zagabria, ha studiato Filosofia a Belgrado e Filosofia orientale a Delhi. Ha insegnato all'Università di Zagabria del 1975 al 1992 Quando è iniziata la guerra in Jugoslavia, ha preso la via dell'esilio in Francia, dove attualmente insegna all'Università di Parigi VII. È autrice di numerose pubblicazioni in varie lingue. In Italia è stato pubblicato La balcanizzazione della ragione (Milano 1995).