Elvira Mujčić, Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica

La data della commemorazione dell’eccidio di Srebrenica è stata fissata per l’11 luglio. Nel 1995 quel giorno- e i giorni seguenti- oltre 8000 musulmani bosniaci, per lo più uomini e ragazzi, furono uccisi da unità dell’esercito di Bosnia e Erzegovina guidate dal generale Ratko Mladić in una zona che era stata dichiarata protetta dall’ONU e che si trovava sotto la tutela di un contingente olandese e di 600 ‘Caschi Blu’. Nel 2007 la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che il massacro di Srebrenica, commesso con l’intento specifico di annientare il gruppo etnico dei bosgnacchi, fu un genocidio e condannò Ratko Mladić all’ergastolo per crimini contro l’umanità e Radovan Karadzić, allora presidente della Serbia, a 40 anni di reclusione tramutati poi in ergastolo. I parenti delle vittime, i macabri ‘cercatori di ossa’, a tutt’oggi non si danno pace- non finché avranno ricomposto lo scheletro del loro ‘disperso’ e gli avranno dato degna sepoltura nel cimitero di Potecari: una distesa infinita di bianche lapidi.

Elvira Mujčić viveva con la famiglia a Srebrenica. Suo padre e suo zio , presagendo il peggio, erano andati a chiedere protezione ai Caschi Blu. Di loro non si era più saputo niente e a lungo la madre di Elvira aveva sperato che fossero riusciti a scappare, a nascondersi, a sopravvivere. Elvira aveva 15 anni. con la madre e i fratellini fuggirono dapprima in Croazia e poi in Italia. “Al di là del caos” è il racconto autobiografico di Elvira. Non è il racconto di ‘quei’ giorni- a Srebrenica Elvira tornerà, ma dopo, per ricomporre gli spezzoni della sua vita. È piuttosto il racconto degli anni da immigrata, la storia di una ragazzina e poi di una giovane donna coraggiosa, intelligente, con tanta voglia di studiare, di sapere, una passione per la letteratura e per la musica. Elvira Mujčić ci parla delle difficoltà di integrarsi, del sentirsi estranea, delle amicizie e dei primi amori, dei viaggi all’estero con gli amici, dei libri che ha letto, delle canzoni che hanno ritmato i suoi giorni. E poi torna in Bosnia. A Sarajevo, prima. Le manca il coraggio di arrivare a Srebrenica. È sulle tracce del tempo perduto, niente è più come prima, alcuni parenti sono rimasti, altri sono stati inghiottiti dalla guerra. Ed Elvira si sente straniera nella sua terra.

Elvira Mujčić, “Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica

Resta da affrontare l’incubo del massacro, la paura che è sempre in agguato, ci vorranno anni di cure psicanalitiche per uscire dal buio. “Al di là del caos” è chiaramente un’opera ‘giovanile’, una sorta di sperimentazione con la scrittura e con la struttura del romanzo. A volte ci stanchiamo delle citazioni tratte da libri o da brani musicali e di certo la parte più coinvolgente è quella più dolorosa del finale, quando Elvira si confronta con il trauma che le ha lasciato un segno indelebile dentro.