In occasione dell’anno che vede Pesaro come Capitale Italiana della Cultura l’associazione Lutva propone, insieme all’associazione Time for Peace And Development Marche, una serie di iniziative culturali gratuite volte a far conoscere la ricchezza di relazioni fra le due sponde dell’Adriatico e l’incontro fra i rispettivi patrimoni letterari, musicali e artistici. I tragici eventi che hanno segnato trent’anni fa i territori a noi vicini della ex Jugoslavia e in particolare della Bosnia-Erzegovina, hanno creato un forte legame, tuttora vivo, con la città di Pesaro e con i suoi cittadini che negli anni hanno promosso iniziative culturali e di solidarietà. Questo forte legame è testimoniato pienamente dal gemellaggio che dal 2018 unisce Pesaro e la città di Sarajevo Novi Grad.

Il programma del festival prevede numerose iniziative gratuite da maggio a dicembre, fra le quali:

  • Dialoghi letterari alla presenza di autorevoli scrittori italiani e bosniaci
  • Premio alla memoria di Gianfranco Pagnoni Di Dario nel ricordo del suo costante impegno nel campo della solidarietà in particolare per la Bosnia Erzegovina
  • Spettacolo teatrale che coinvolge attori e registi del territorio
  • Concerti con noti artisti della città e musicisti bosniaci
  • Mostra fotografica su Sarajevo a cura di un importante fotografo di rilevanza nazionale
  • Workshop di cucina bosniaca con il coinvolgimento della comunità bosniaca pesarese

Le iniziative si svolgeranno, coinvolgendo altre associazioni del territorio, in luoghi significativi della città quali ad esempio la storica libreria “Il Catalogo”, Palazzo Gradari, Sala del Consiglio Comunale, Galleria Rossini ecc. Il festival è patrocinato dal Comune di Pesaro e uno degli eventi proposti è in collaborazione con la 60a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema.

Il Merak festival si propone di tracciare un ponte che possa unire non solo i dieci eventi previsti dalla rassegna, ma anche le nostre storie, quelle di popoli e persone che si guardano da una sponda all’altra, si rispecchiano e scoprono le rispettive differenze e somiglianze.

Si inizia il 4 maggio dalla letteratura con il primo di tre dialoghi letterari (il secondo è l’8 giugno mentre il terzo ad ottobre, data da definire), una mini rassegna letteraria all’interno del Merak Festival, per tracciare ponti tra le generazioni di scrittori. Il ponte, infatti, che viene costruito nei dialoghi richiama il titolo di uno dei romanzi più famosi della letteratura bosniaca: nel 1962 Ivo Andrić vince il Premio Nobel per la letteratura con Il ponte sulla Drina, un romanzo in cui protagonista è il ponte sul fiume Drina, che nella narrazione diventa teatro di incontri e scontri tra Oriente e Occidente. Di tutta la letteratura ex-jugoslava e bosniaca, oggi, ricordiamo solo questo titolo, eppure sono molti i nomi che hanno contribuito allo sviluppo creativo di quei luoghi così distanti nell’immaginario, ma vicini sulla carta geografica.

La rassegna vuole mettere in dialogo gli sviluppi e le espressioni letterarie dalla Jugoslavia socialista alla Bosnia di oggi.

Nel primo incontro (4 maggio ore 18, Alla Volta Pesaro, in via Mazzolari 54) Notturno balcanico. La letteratura jugoslava dal socialismo alla jugonostalgija, Elvira Mujčić e Giuliano Geri ci invitano a immergerci in un “notturno” che contiene sentimenti contrastanti: i Balcani come incontro tra Oriente e Occidente, con tutte le sue contraddizioni e le sue unicità, con la sua grande ricchezza letteraria figlia di un passato multiculturale. Un dialogo che segue un arco temporale che va dalla Jugoslavia alla letteratura d’esilio, raccontando lo sradicamento di chi, dopo la guerra, ha cantato la nostalgia.

Il secondo incontro (8 giugno ore 18 al circolo Arci Sughero, via Sabbatini), La letteratura e la vita sotto l’assedio di Sarajevo, si immerge tra le pagine di Preghiera nell’assedio attraverso il dialogo tra l’autore Damir Ovčina, Silvio Ziliotto e Anita Redzepi. Come comincia una guerra? Quali sono le strategie di sopravvivenza dell’umano? Che ruolo hanno la memoria e la scrittura? Un incontro in cui queste e altre domande interrogano radicalmente la condizione umana al di là della pace e della guerra.

L’ultimo incontro (mese di ottobre, luogo e data da definire), Forme artistiche della Bosnia di oggi, illumina la letteratura contemporanea che si porta dietro i residui di un passato prossimo. Attraverso le parole diLejla Kalamujić, in dialogo con Anita Redzepi, emergono ricordi e rimozioni, dolori inespressi e speranze che caratterizza la generazione nata sotto la guerra o che quella guerra l’ha vissuta nell’infanzia.

Le tre generazioni si prendono per mano per attraversare ponti fatti di parole e storie che uniscono e ci rendono umani.

Merak è una parola di origine turca diffusa in tutta la penisola balcanica. Descrive un sentimento di calma e piacere. Come quando sorseggi una birra d’estate o un caffè con una sigaretta vicino. Merak indica uno stato di pace che ci dedichiamo attraverso piccole azioni semplici e quotidiane. Vi invitiamo a dedicarvi un po’ di pace insieme a noi.